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Diego Fabbri

Diego Fabbri, nato a Forlì il 2 luglio 1911, realizza la sua formazione in un ambiente stimolante e ricco di fermenti spirituali precisando, sempre più compiutamente, i suoi interessi teatrali e le tematiche religiose. Nel 1928 scrive la sua prima commedia, I fiori del dolore, nel 1933 Ritorno, nel 1935 pubblica I loro peccati e Il fanciullo sconosciuto. Nel 1936 pubblica Il nodo, che verrà rifiutato dalla censura fascista. Tra il 1930 e il 1939 collabora al giornale forlivese “Il Momento” e dirige la Casa editrice Stella di Bagnacavallo.

Nel 1936 si laurea all’Università di Bologna in Scienze Economiche e Commerciali.  Nel 1937 pubblica Rifiorirà la terra e Ricordo, nel 1938, in collaborazione con Guido Chiesa, Gli assenti. Nel ’39 viene chiamato a Roma a dirigere la Casa Editrice Ave e dal 1940 al 1959 è segretario del Centro Cattolico Cinematografico.  E’ del 1939 la pubblicazione di Miraggi e la composizione di Orbite.  Inizia anche la sua collaborazione a “La Fiera Letteraria” di cui sarà condirettore con Vincenzo Cardarelli e di cui terrà la direzione fino al 1966, dopo la morte del poeta.

Nel 1940 scrive PaludiIl pratoDivertimento e l’anno seguente Orbite viene rappresentato al Teatro Quirino di Roma.  Paludi verrà rappresentato nel 1942.

Il suo impegno concreto per un teatro nazionale e popolare si esprime nella dichiarazione del Manifesto per un teatro del popolo, firmato nel 1943 con Pandolfi, Guerrieri, Costa, Pinelli e nella fondazione, nel 1945, del Sindacato Nazionale degli Autori Drammatici.

Nel 1946 scrive Inquisizione.  Come sceneggiatore e soggettista collabora alle prime opere cinematografiche accanto a De Sica, Blasetti, Germi.  Nel corso della sua attività proseguirà questo tipo di collaborazione accanto a grandi registi quali Rossellini, Fellini, Zampa, Antonioni, Clair, Buñuel, Fleischer.  Sono del 1948-49 RancoreCristo traditoTrioContemplazione.  Nel 1051 viene rappresentato Il seduttore.   Scrive quindi e pubblica Processo di famiglia (1953), La bugiarda (1954), Processo a Gesù (1955), Veglia d’armi (1956) Delirio (1957), Figli d’arte (1959), Processo Karamazov (1960), Lo scoiattolo (1961), Ritratto di ignoto e A tavola non si parla d’amore (1962), Il confidente (1964), L’avvenimento (1967).

Dal 1960 al ’62 dirige il Teatro romano La Cometa, dando vita ad una Compagnia Stabile e promuovendo, in ogni modo, la partecipazione del pubblico meno sensibilizzato.

Nel 1968 è nominato Presidente dell’ETI (Ente Teatrale Italiano), ove realizza una politica di espansione e di diffusione della cultura e degli spazi teatrali sul territorio nazionale.

Nel 1969 scrive Lascio alle mie donne, nel 1971 Non è per scherzo che ti ho amato.

Dal 1973 al ’75 presiede la CISAC (Confédération International des Sociétés des Auteurs et des Compositeurs).

Nel 1973 vengono rappresentati Area fabbricabile e Un ladro in Vaticano.

Il 1974 è l’anno de Il vizio assurdo.

Dal 1977 è direttore della rivista “Il Dramma”.  In quello stesso anno l’Accademia Nazionale dei Lincei gli conferisce il Premio Feltrinelli per il teatro.

Nel 1978 viene rappresentato Il commedione di Gioacchino Belli, poeta e impiegato pontificio e scritto Incontro al parco delle terme, che verrà poi messo in scena a Forlì nel 1985.  L’anno seguente viene rappresentato L’hai mai vista in scena?.

La sua intensa attività giornalistica lo ha visto collaboratore de “Il Resto del Carlino”, “Il Messaggero”, “Il Tempo”.

Va inoltre segnalata la sua attività di sceneggiatore nell’ambito RAI-TV: basti ricordare gli adattamenti de I fratelli Karamazov e I demoni di Dostoevkij, il ciclo del Teatro Popolare, Le inchieste del Commissario MaigretIl sospetto di Durrenmatt, La fine dell’avventura di Graham Green.

Nel 1980 termina di scrivere Al Dio ignoto, che verrà rappresentato a Roma nel luglio.

Muore a Riccione il 14 agosto 1980.

Nel novembre 2000 gli è stato intitolato il teatro della sua città appena inaugurato.

Per approfondimenti visita il sito del Centro Diego Fabbri.

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