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GIOVEDÌ 26, VENERDÌ 27, SABATO 28 - ORE 21
DOMENICA 29 GENNAIO 2017 - ORE 16

Angelo Tumminelli Produzioni

MASSIMO DAPPORTO
TULLIO SOLENGHI

Quei due (Il sottoscala)

di Charles Dyer

adattamento di Massimo Dapporto
scene di Massimo Bellando Randone
costumi di Moris Verdiani
regia di Roberto Valerio

Quando si alza il sipario, il piccolo giradischi di Harry (Tullio Solenghi) suona l’Hallelujah Corus di Handel. Charlie (Massimo Dapporto) è seduto sulla poltrona girevole con un asciugamano intorno al collo. Harry ha appena terminato di raderlo. Harry ha una gran fasciatura attorno alla testa. Facendo volteggiare il rasoio, Harry dà un ultimo colpo alla basetta di Charlie, poi va alla porta dello sgabuzzino adiacente. Vi entra per un secondo, emette un gridolino di dolore, ritorna facendosi saltare da una mano all’altra una salvietta bollente che applica sul viso di Charlie.

Ora Harry si leva la giacchetta bianca, con il suo nome ricamato sul taschino e l’appende all’attaccapanni. Indossa un pullover abbottonato sul davanti, toglie l’asciugamano dal collo di Charlie poi siede sulla poltrona. Charlie butta la sua salvietta nel lavandino, infila una giacchetta bianca con il suo nome sul taschino, va a prendere un’altra salvietta bollente cantarellando a bocca chiusa, emette anche lui un gridolino di dolore, rientra e depone la salvietta sul viso di Harry. Spegne il giradischi lanciando un’occhiataccia a Harry, quindi… 

Massimo Dapporto e Tullio Solenghi, per la prima volta in scena insieme in una inedita coppia gay. Saranno rispettivamente Charlie e Harry, barbieri della periferia londinese che vivono assieme da una trentina d’anni, con tutte le dinamiche di due coniugi provati da una vita fatta di continui litigi, di futili battibecchi, di sofferenze inferte volontariamente: entrambi sapendo però di non poter più fare a meno l’uno dell’altro.

Scoperto in abiti femminili in un locale pubblico, Charlie aspetta con ansia crescente la convocazione in tribunale, proprio il giorno in cui sta per conoscere la figlia ventenne, frutto di un “errore di gioventù”. Harry tenta di distrarlo in tutti i modi, rischiando così di venire ferocemente canzonato per la sua calvizie, nascosta da molti strati di fasce, un grottesco turbante permanente. Dopo una serie di piccoli/grandi colpi di scena, compreso un maldestro tentativo di suicidio da parte di Harry, sempre in bilico tra la farsa e la tragedia, arriva il fatidico giorno dell’udienza in tribunale. Lo sguardo fisso, il passo incerto, Charlie vi si avvia rifiutando la compagnia di Harry che potrebbe danneggiarlo. Poi comprende che la sua vicinanza gli è indispensabile e lo chiama, a gran voce, accanto a sé. E così i due si ritrovano senza più nulla della loro presunzione, in quel connubio di solidarietà e compassione che ancora li tiene saldamente ed amorevolmente uniti.

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