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GIOVEDÌ 2, VENERDÌ 3, SABATO 4 - ORE 21
DOMENICA 5 MARZO 2017 - ORE 16

Teatro Stabile del Veneto

MICHELE RIONDINO

Giulio Cesare

Di: William Shakespeare
Traduzione: Sergio Perosa
adattamento e regia: Alex Rigola
con: Michele Riondino
e con: Maria Grazia Mandruzzato, Stefano Scandaletti, Michele Maccagno, Silvia Costa, Margherita Mannino, Eleonora Panizzo, Pietro Quadrino, Riccardo Gamba, Raquel Gualtero, Beatrice Fedi, Andrea Fagarazzi
spazio scenico: Max Glaenzel
spazio sonoro: Nao Albet
illuminazione: Carlos Marquerie
Costumi: Silvia Delagneau
assistente alla regia: Lorenzo Marangoni
Foto di scena: Serena Pea

William Shakespeare scrisse Giulio Cesare nel 1599, ispirandosi in parte a fatti storici e in parte alla traduzione di Sir Thomas North delle “Vite dei nobili greci e romani” di Plutarco. L’opera comprime i tre anni che vanno dalla vittoria di Munda nel 45 a.C. al suicidio di Bruto nel 42 d.C. per farli durare meno di sei giorni. Questa compressione degli eventi fa sì che l’intera narrazione sia un unico, ininterrotto conflitto, sia a livello personale che politico. Un conflitto che attraversa anche la nuova versione del più celebre dramma storico shakespeariano che trova in Michele Riondino, apprezzato attore di cinema, teatro e televisione, l’interprete ideale per il ruolo del nobile Marco Antonio.
Un testo epico, intenso ed appassionante, che ruota intorno all’esercizio del potere, in questa versione impersonato da una donna, Maria Grazia Mandruzzato, nel ruolo di Cesare. In lei si raccolgono le tante espressioni di “donne al comando” che al giorno d’oggi, nella politica come nell’economia, gestiscono le leve del potere con la stessa inflessibile determinazione dei loro omologhi uomini, se non di più. È la dimostrazione che, al di là delle questioni di genere, tutta l’umanità è per sua natura soggiogata dalla fascinazione che esercita il predominio dell’uno sull’altro. I ruoli centrali di Bruto e Cassio sono stati affidati a due interpreti di grande esperienza come Stefano Scandaletti e Michele Maccagno. I loro personaggi, pur così diversi e mossi da intenzioni all’apparenza opposte, arrivano a credere contemporaneamente che l’assassinio del leader sia l’unica via percorribile.
Bruto, Cassio e gli altri congiurati non sanno quali saranno le conseguenze delle loro azioni. Agiscono perché credono che sia necessario un cambiamento e per questo decidono di uccidere Cesare. La verità però è che non sanno esattamente cosa succederà dopo; non sanno che il sogno utopico della repubblica resterà inascoltato, che la violenza genera solo altra violenza, che parlare di democrazia non è possibile, ora come allora.
In questo dramma romano non ci sono eroi ma soltanto uomini. E non ci sono eroi perché nel Giulio Cesare, non ci sono certezze, né valori assoluti. Tutto passa e tutto cambia; i miti sorgono e decadono per essere sostituiti da altri che a loro volta crolleranno; la realtà è inafferrabile e sfuggente, osservabile da mille punti di vista, suscettibile di mille interpretazioni.

Prossimi spettacoli

GIOVEDÌ 30, VENERDÌ 31 MARZO, SABATO 1 APRILE - ORE 21
DOMENICA 2 APRILE 2017 - ORE 16

SILVIO ORLANDO e VITTORIA BELVEDERE

La scuola

MARTEDÌ 4 APRILE ORE 21.00
Teatro Diego Fabbri

IL CINEMA IN MUSICA

FEDERICO MONDELCI sax e maestro concertatore
ORCHESTRA BRUNO MADERNA

VENERDÌ 7 APRILE 2017 - ORE 21
Teatro Félix Guattari (ex Filanda Maiani)

ROBERTA MOSCA

Ci vorrebbe quel sole che scalda le ossa

VENERDÌ 7 APRILE 2017 - ORE 22
Teatro Félix Guattari (ex Filanda Maiani)

SIMONA BERTOZZI
FRANCESCO GIOMI
ENRICO PITOZZI

Anatomia